Sale il debito pubblico dai 2.069 miliardi del 2013 ai 2.252 del 2016! Proprio lì sta il virus che infetta la credibilità dell’Italia, nell’enorme debito che le nostre generazioni hanno ereditato dal passato, in particolare dall’era folle e corrotta del Caf, come veniva chiamato l’asse portante dei pentapartiti anni Ottanta, quello di Craxi-Andreotti-Forlani. Ogni anno che si chiude con un disavanzo tra entrate e perdite, infatti, il Tesoro è costretto a emettere nuovi Btp e altri titoli di Stato, in quantitativi maggiori di quelli che giungono a scadenza.
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