La sede della Banca centrale europea a Francoforte – tratta da Andkronos (FOTOGRAMMA)
No a passi indietro sulle riforme pensionistiche nella zona euro o si metterebbe a repentaglio la sostenibilità dei conti pubblici. In un articolo contenuto nell’ultimo Bollettino economico, la Bce ribadisce il monito ai Paesi della moneta unica affinché attuino con efficacia le riforme del sistema previdenziale adottate negli ultimi anni.
“Le dinamiche demografiche avranno implicazioni macroeconomiche e fiscali fondamentali per l’area dell’euro. In particolare, l’invecchiamento comporterà un calo dell’offerta di lavoro e avrà probabilmente effetti negativi sulla produttività” si legge nel testo, senza però entrare nel merito delle singole riforme dei Paesi membri.
SPESA PUBBLICA – La Bce sottolinea come “l’invecchiamento demografico comporterà anche dei cambiamenti nei prezzi relativi, per motivi principalmente riconducibili a spostamenti della domanda, in particolare con incrementi della domanda di servizi”. L’impatto si farà ovviamente sentire anche sulla spesa pubblica e la sua composizione. “Ci saranno anche ulteriori pressioni al rialzo sulla spesa pubblica per pensioni, assistenza sanitaria e cure a lungo termine. Ciò renderà problematico per i paesi dell’area ridurre il consistente onere del loro debito e assicurare la sostenibilità dei conti pubblici nel lungo periodo”, avvertono gli economisti della Bce. In questo quadro, si ricorda, “molti paesi hanno adottato riforme pensionistiche a seguito della crisi del debito sovrano, benché la rapidità di attuazione di tali riforme sia recentemente diminuita”…per continuare a leggere:
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